Correntemente la terapia dell’Insufficienza Venosa sta sempre più estentendosi dalla chirurgia tradizionale più invasiva  alle nuove metodiche endovascolari; quest’ultime rispetto all’intervento tradizionale non necessitano di un ricovero ospedaliero e sono come tali tecniche adottabili in regime ambulatoriale.

Tali metodiche endovascolari per il trattamento della Vena Grande Safena e Piccola Safena si distinguono in 2 gruppi:

A) metodica con Tumescenza Termica

Termoablazione con Radiofrequenza (con dispositivo nella nostra esperienza Covidien)

Termolablazione con Laser

Termoablazione con Vapore

B) metodica senza Tumescenza Termica

Ablazione meccanico-chimica mediante dispositivo Clarivein

Scleroterapia ecoguidata con schiuma (Polidocanolo o Tetradecilsofato di sodio)

Ablazione con colla cianoacrilato Venaseal (Venaseal closure system)

Ognuna di queste trova una specifica indicazione.

Nella nostra esperienza clinica le più adottate in alterantiva alla chirurgia tradizionale sono la termoablazione con radiofrerquenza (Covidien-Medtronic), l’ablazione meccanicochimica (Clarivein) e la scleroterapia ecoguidata con schiuma di Polidocanolo o Tetradecilsolfato di sodio.

L’indicazione ragionata per ogni singolo paziente e la conoscenza accurata di ogni singola tecnica garantiscono il risultato anche a lungo termine.

La manegevolezza del trattamento legata alla ridotta invasività clinica (procedura ambulatoriale che non necessità di ricovero e mobilizzazione precocissima) rendono le procedure endovascolari sicuramente molto interessanti per i pazienti.

Quindi quando la Chirurgia? In sempre minori casi, quando le condizioni anatomiche locali, in particolare l’elevato calibro della safena o la particolare tortuosità della stessa, rendono la procedura difficoltosa per l’alloggiamento del dispositivo endovascolare.

                                                     Dr. Michele Plantamura

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